Sin dal 1980 il Parco Faunistico Piano dell’Abatino offre rifugio e cure ad animali provenienti dalle più diverse situazioni.

All’iniziale attività di recupero di animali selvatici della fauna autoctona, si è aggiunta col tempo l’ospitalità ad animali esotici vittime non solo del commercio legale e illegale di esseri viventi, ma anche di circhi, di zoo e di altre forme di sfruttamento.

Il parco è inoltre rifugio permanente per individui salvati dai laboratori di vivisezione, per gli animali feriti dai cacciatori o da altre attività umane e non più adatti ad essere reintrodotti in natura e per quegli animali considerati abitualmente come carne da macello. Attualmente è la casa di 450 animali, ognuno con una storia da raccontare.

Tra i primati troviamo macachi di Tonkeana, macachi di Java, macachi berberi, macachi rhesus, cebi, cercopitechi, una gibbona, una babbuina e poi le piccole uistitì e le saimiri.

In aree riscaldate molte specie di pappagalli ed uccelli abituati a climi molto caldi trovano un ambiente ideale mentre in ampie voliere fornite di specchi d’acqua trovano rifugio tartarughe, pellicani, emù, anatre, oche e galline condividono senza problemi cibo e spazi.

Tra rupi scoscese e alberi della flora mediterranea come ulivi e mandorli, cinghiali, asini e capre girgentane contemplano il bosco sottostante dove altri asini e capre dividono il fieno e la verdura con un gruppo di alpaca.

Ci sono poi le eleganti linci, gli elusivi gufi reali, gli orsetti lavatori e i furetti.

I tanti uccelli che rimangono feriti a causa dell’attività venatoria e i tanti mammiferi vittime delle automobili – ad es. istrici, ricci, tassi, caprioli e cervi – vengono curati e quando possibile rilasciati, altrimenti per loro sono previsti ampi spazi dove poter condurre una vita comunque piena di significato.

Pur offrendo un servizio indispensabile e accogliendo animali portati dalla Polizia Provinciale e dal Corpo Forestale dello Stato il Parco riceve scarsi e di sicuro insufficienti finanziamenti pubblici. Il Parco è chiuso al pubblico.

Tutti questi animali portano con sé dolenti storie di crudeltà da parti degli esseri umani ed è nostro compito dare loro una possibilità per riprendersi se non la libertà perduta almeno il diritto di vivere in questo mondo con il fine ultimo di tornare a quella natura aggredita ma ancora forte e irrinunciabile.